Fucina 62
Via Ettore Giovenale 62_Pigneto
7-8/02 LIBERA FIERA DEL TERRITORIO
Categories: General

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LIBERA FIERA DEL TERRITORIO 7/8 FEBBRAIO PIGNETO

Dal mondo di sotto, dai quartieri e dalle valli, dalle isole pirata e dalle montagne selvagge per scacciare i mondi di sopra dalle nostre esistenze!

Viviamo una nuova era geologica, dove l’umanità si è completamente alienata dalla natura e si configura, nel suo rapporto con il pianeta, in quanto “forza geologica”, al pari di uno dei qualsiasi cataclismi che hanno condotto La Terra al suo attuale e sempre cangiante stato di evoluzione. L’homo sapiens non è più “foglia nel grande albero della natura”. Esso viene prodotto ormai come ingranaggio di quel meccanismo totalitario e biocida, in cui il processo storico che chiamiamo capitalismo, si è andato via via costituendo. Viene ridotto a merce esso stesso. Nell’estensione del suo dominio planetario, nell’accelerazione dei processi, sfruttando gli spazi più reconditi ed intimi dell’esistenza umana, animale e vegetale, il Capitale trova la sua valorizzazione e l’incremento dei profitti. La megamacchina tecnologica in cui viviamo e che riproduciamo con le nostre forme di vita, ogni giorno della nostra esistenza, ha un impatto tale sui processi naturali, ne sconvolge a tal punto il funzionamento, da metterci nell’impossibilità di previsioni certe dei fenomeni geologici e climatici. Alcuni definiscono questo passaggio come la “bestia climatica”, rappresentandone cosi’, non solo l’imprevedibilità, ma la sua ferinità e pericolosità, l’enorme estensione del campo dei suoi effetti per la specie umana e le altre. Non è detto che i processi che abbiamo scatenato siano reversibili. Molti non lo sono. Inutile cercare consolazione nella speranza di una compatibilità tra sviluppo ed ambiente, come il fallimento degli accordi di Rio e di Kyoto hanno già dimostrato a suo tempo. Il gap che gli ambientalisti vorrebbero ridurre, attraverso il mito della green economy, è quello tra le capacità tecnologiche attualmente raggiunte e l’ incapacità politica degli Stati nazionali di gestirle, ed è puramente illusorio. Il salto tecnologico attuale è fondato sugli investimenti che le classi dirigenti hanno fatto per aumentare il loro rapporto di forze nell’asservimento, ai propri interessi, dell’intera popolazione mondiale e dell’ambiente in cui essa vive. La tecnologia che abbiamo è prodotta per essere a loro funzionale nell’esplicitazione del loro potere di governo, per rendere le popolazioni sempre più dipendenti dai dispositivi di disciplinamento e controllo che essa distribuisce a piene mani nella metropoli. Si arriva cosi’, direttamente, all’ingresso di un paradigma in cui diventa sempre più stretto il nesso tra forme di vita e possibilità di queste di riprodursi, già da qui, già ora….. A Roma, convivono e confliggono mondi diversi. Il mondo di sopra comanda e specula. Il mondo di mezzo è la cinghia di trasmissione del governo del mondo di sopra. Drena risorse dal mondo di sotto e rifornisce i ranghi di quello di sopra. Come si è visto, ne fanno parte strutture sociali, servizi di prossimità, ampie fette di istituzioni ed amministrazione pubblica trasversali a tutti i partiti, terzo settore, imprenditori, commercianti, forze dell’ ordine e palazzinari. E’ sistema. Lo è da oltre trent’anni. E adesso che emerge dalle inchieste, tutti gli ipocriti a fare le anime belle. Tutti sapevano, ognuno al suo proprio grado di internità ne partecipava. Molti ci campavano. Pochi denunciavano e lottavano contro, essendo queste reti clientelari estese e capillari. E’ un manuale per l’arte di governare le popolazioni della metropoli che farebbe gola leggere anche a Nicolo’ Machiavelli o a David Petraeus generale americano capo di stato maggiore in Afghanistan e redattore del manuale di controinsurrezione per la guerra del terzo millennio . Altro che Costituzione repubblicana nata dalla resistenza, altro che le chiacchiere sul rispetto della legalità o le panzane sull’austerità o la retorica concertativa o partecipativa. Inutile indignarsi o aspettarsi giustizia dai risultati che provengono dalle inchieste giudiziare passando per i tribunali. Come altri momenti nella storia di questo martoriato Paese dimostrano, quando viene tolto di mezzo un grumo di potere, lo spazio vuoto viene rioccupato da un altro grumo di potere. Si ricostituiscono gli equilibri e i padroni di una volta diventano esecutori e quelli che prima erano al numero due della gerarchia diventano i principi. Noi siamo quelli del mondo di sotto! Stanchi di subire, di vedere il mondo andare a rotoli, di dover accettare l’arroganza e il disprezzo di quelli di sopra e le sofferenze e le angherie subite da noi e da chi ci sta accanto. Siamo noi che viviamo e lavoriamo in questo quartiere. E dal mondo di sotto ci ricostituiamo in forze, organizzando i nostri bisogni e dotandoci di nostre infrastrutture per soddisfare autonomamente le nostre necessità primarie, mettendoci in gioco in forme di vita, che sono già esse, lotta contro le dinamiche del capitale. Si prova a dare sostanza ai principi attraverso i comportamenti sociali che si praticano e attraverso la difesa incrollabile dei margini di autonomia che cosi’ conquistiamo. Con ogni mezzo necessario! In questi tempi bui, stelle luminose ci indicano il cammino in questo cielo oscuro, durante il nostro lungo viaggio nel cosmo: la solidarietà, la fratellanza, la condivisione, la lotta contro l’ingiustizia, la ricerca della verità. Attraverso la pratica concreta di questi principi noi vogliamo rovesciare i mondi che ci opprimono e liquidarli per sempre!

Per rimetterci in linea con la natura e con il cosmo, Per rifondare l’alleanza degli umani con le altre specie viventi e con il pianeta. Per la liberazione di ognuno dal lavoro e dalla costrizione. Per liberarci da ogni dipendenza. Per liberarci dal capitalismo e i dai suoi lacchè. La comune del crocicchio

 

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