{"id":773,"date":"2014-01-05T12:57:50","date_gmt":"2014-01-05T11:57:50","guid":{"rendered":"http:\/\/fucina62.noblogs.org\/?p=773"},"modified":"2015-02-05T12:59:08","modified_gmt":"2015-02-05T11:59:08","slug":"efecto-gamonal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/?p=773","title":{"rendered":"EFECTO GAMONAL"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/31.media.tumblr.com\/64c552d90c2c80be5c657aa16d09feee\/tumblr_inline_n3giptIsdw1rxr2zw.jpg\" alt=\"image\" \/><\/p>\n<h2><a href=\"http:\/\/ivnbkn.tumblr.com\/post\/81582583953\/22m-efecto-gamonal-o-siam-tutt-black-block\">22M: EFECTO GAMONAL (o \u201cSiam tutt* black block\u201d)<\/a><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<div>\n<p>\u201cGovernano coloro che lasciarono i nostri nonni nelle fosse.\u201d<\/p>\n<p>Diego Cama\u00f1ero, del Sindacato Andaluso dei Lavoratori della Campagna<\/p>\n<p>\u201cIl confronto manicheista tra i partigiani della violenza o della non-violenza \u00e8 sterile, un ostacolo all\u2019elaborazione di nuovi discorsi, nuove narrazioni, nuove pratiche.\u201d<\/p>\n<p>Rolando D\u2019Alessandro, \u201cIl Dogma della non-violenza\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vogliamo essere chiari: in questo articolo non attacchiamo alcune persone o organizzazioni che da anni lottano. Qui argomentiamo contro la posizione non-violenta, contro la strategia che ne consegue e le sue implicazioni, perch\u00e9 stanno bloccando la situazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che \u00e8 successo?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 da almeno un mese che, in vista del 22 marzo a Madrid. ci si stava preparando per una giornata di lotta di massa che non voleva limitarsi ad un solo giorno. Si poteva leggere: \u201crimarremo a Madrid fino a che sar\u00e0 necessario\u201d. Sebbene questo punto non era totalmente esplicito (n\u00e9 tatticamente ben organizzato), terminata la manifestazione cominciarono i preparativi per costituire un acampada a Recoletos. Quando iniziarono gli scontri e le cariche la acampada in costruzione fu incapace di resistere.<\/p>\n<p>Una manifestazione di due milioni di persone termina con immensi scontri. Non solo la polizia viene fatta retrocedere ma nasce una battaglia campale dove i manifestanti passano all\u2019offensiva contro le forze anti-sommossa. Gli scagnozzi dell\u2019ordine iniziano a pagare un debito che da tempo l\u2019ordine sta accumulando. Un qualcosa che potrebbe spiegarsi come una potente esplosione di \u201dEfecto Gamonal\u201d.<\/p>\n<p>Svincolarsi, era esattamente quello che la stampa stava aspettando cos\u00ec come gli avvoltoi aspettano la carogna. In prima pagina, su \u201cel Peri\u03ccdico\u201d di luned\u00ec 24 marzo: \u201cI gruppi della marcia si dissociano dagli atti violenti\u201d. All\u2019interno del giornale: Gaspar Llamazares, deputato della sinistra plurale \u201cSiamo i primi a condannare l\u2019agire di una minoranza, ma anche il Governo per non averla saputa controllare.\u201d Ada Colau: \u201cE\u2019 chiarissimo che \u00e8 stata una manifestazione pacifica. Quello che \u00e8 successo alla fine non ha nulla a che vedere con noi.\u201d Su Diagonal, su eldiario.es, nella colonna \u2013 compiaciuta della confusione \u2013 di Isaac Rosa, cos\u00ec corretto nel criticare il lavoro o alcuni deliri della elite, cos\u00ec miope questo luned\u00ec. E da tante altre parti.<\/p>\n<p>Questo paese \u00e8 vittima della schizofrenia, si festeggia Gamonal e poi si accusa agli incappucciati di essere poliziotti. Ma come \u201csi vinse\u201d a Gamonal? Come si blocc\u00f2 il governo turco a Gezi park? Come si ferm\u00f2 il piano dell\u2019aeroporto a Notre Dame des Landes, in Francia? Certamente non solo con gli scontri, ma nemmeno senza.<\/p>\n<p><strong>Torniamo a Madrid: qual era l\u2019obiettivo delle marce per la dignit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Il manifesto lo dice molto chiaramente: \u201cNo al pagamento del debito. N\u00e9 un taglio in pi\u00f9. Via i governi della Troika. Pane, lavoro e casa per tutte e tutti\u201d. E\u2019 un punto d\u2019inizio. La questione \u00e8 se con un movimento pacifico potremo fermare i Mercati e la Troika, padroni dei flussi finanziari, proprietari dei grandi mezzi di comunicazione, domatori dei governi. Al momento tutti questi movimenti di massa sono scivolati addosso al governo di Rajoy. Ai Mercati ancor di pi\u00f9. I media e tutta la sfera comunicativa se ne dimenticano, cancellati dalle briciole dell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Dunque la questione importante \u00e8: quali sono i mezzi per raggiungere questi obiettivi?<\/strong><\/p>\n<p>Due paiono essere i pi\u00f9 importanti. Da un lato, un movimento di massa e non violento che inizia con le marce e continua con un calendario de mobilitazioni fino al 2015. Dall\u2019altro lato, forse, accampare.<\/p>\n<p><strong>Movimento di massa non-violento<\/strong><\/p>\n<p>I movimenti di massa non violenti non alterano i rapporti di forza, si muovono nell\u2019ambito della rappresentazione del conflitto, nell\u2019ambito dell\u2019immagine e dell\u2019opinione, senza dubbio, nel momento decisivo, sono le forze organizzate quelle che possono lottare per imporrre una risoluzione.<\/p>\n<p>\u201cTutte queste cose sono semplicemente \u201chappenings\u201d. Oggi, le nostre azioni suppostamente politiche sono spaventosamente simili a quelle degli anni sessanta. Anche quelle gi\u00e0 (o ancora) mediavano tra essere e apparire, e, (\u2026) in realt\u00e0 si convertivano in \u201cattori\u201d, nel significato letterale della parola \u201cattori\u201d. Facevano semplicemente del teatro. La verit\u00e0 \u00e8 che avevano paura ad agire veramente.\u201d<\/p>\n<p>Gunther Anders, \u201cStato di necessit\u00e0 e legittima difesa.\u201d<\/p>\n<p>Come si decida di non \u201cagire veramente\u201d, pare che non rimanga altra alternativa che costruire una candidatura e presentarsi alle elezioni. Infatti, un po\u2019 dappertutto stanno apparendo candidature parlamentari sorte dalla vecchia \u201cestrema sinistra\u201d non violenta. La scommessa di questo ciclo di mobilitazioni pare essere un processo costituente, ovvero le prossime elezioni. Nel manifesto:<\/p>\n<p>\u201cChiamiamo i popoli a esercitare la propria sovranit\u00e0, alzando la proria voce dal basso, democraticamente, per costruire un processo costituente che realmente garantisce le libert\u00e0 democratiche, il diritto a decidere e i diritti fondamentali delle persone.\u201d<\/p>\n<p><strong>Candidature<\/strong><\/p>\n<p>Lasciamo da parte la problematica della burocratizzazione di una candidatura parlamentare, il suo spropositato consumo di energia, la sua tendenza a perpetuarsi come organizzazione costi quel che costi, insesorabilemente allontanandosi dagli obiettivi iniziali. Lasciamo a lato il problema della democrazia, dell\u2019economia, del lavoro e del diritto. Lasciamo a lato l\u2019insegnamento storico che mostra come in contesti simili esperimenti simili (il tentativo di entrare in Parlamento per cambiare il sistema da dentro) hanno fallito, per esempio quelli di tutti i partiti socialdemocratici e comunisti. O un esempio ancor pi\u00f9 vicino e vivo, il movimento anti-nucleare tedesco e la deriva infame del Partito Verde.<\/p>\n<p><strong>Lasciamo queste critiche e atteniamoci al contesto.<\/strong><\/p>\n<p>Anche nel caso in cui si vincano le elezioni con una \u201cmaggioranza sociale cittadina\u201d, che cosa cambier\u00e0? come cambieremo tutto? Detto con parole della \u201ccittadinanza\u201d e della maggioranza sociale: chi pagher\u00e0? Questa \u00e8 la peggior miopia di tutti i \u201cmovimenti cittadini\u201d. Il \u201ccittadino\u201d per definizione \u00e8 solo di fronte allo Stato (e al Mercato). A definirlo sono la sua coscienza individuale, il suo voto individuale, i suoi interessi, i suoi soldi e le sue relazioni iindividuali. Vale a dire: \u00e8 solo di fronte a forze gigantesche, di fronte a organizzazioni internazionali, di fronte al mercato intero. Forse \u00e8 davvero, ora s\u00ec, l\u2019 \u201cultimo uomo\u201d di Nietzsche, il prodotto distillato di tutta la metafisica occidentale, un soffio nella lunga notte che arde della fine del mondo.<\/p>\n<p>Negli ultimi 200 anni, lo Stato non \u00e8 mai stato pi\u00f9 fantasmagorico. Tutte le misure di governo dall\u2019inizio della \u201ccrisi\u201d sono state dettate dall\u2019esterno, dai \u201cMercati\u201d, dalla Troika, sotto la minaccia di rovinare il paese. Minacce che prontamente tornerebbero a dispiegarsi come un bombardamento psichico da parte dell\u2019apparato mediatico globale, propriet\u00e0 del sistema finanziario. Minacce il cui compimento inizierebbe attraverso un attacco mediatico internazionale, ma che continuerebbe con un colpo di mano armato. Questo \u00e8 quanto mai si argomenta quando si fa l\u2019esempio dei processi costituenti latinoamericani. Beh, questi non sono stati non-violenti. Come sarebbe stato possibile questo processo senza le armi dei paracadutisti di Chavez, che lo liberarono dall\u2019aereo che lo stava portando fuori dal paese? \u201cLa rivoluzione non sar\u00e0 trasmessa in televisione\u201d Tanto quanto se pensiamo alla Bolivia. Dove sarebbe il processo senza l\u2019insurrezione de los Altos nell\u2019ottobre del 2003, senza le lotte del gas e dell\u2019acqua e senza tutte le organizzazioni locali, di quartiere e il suo immaginario comunalista indigeno? \u201cDiffondere il potere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Accampare<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019acampada \u00e8 come un accampamento, un avamposto. Un luogo che permette alla lotta di accumulare simpatia e il manifestarsi di una presenza collettiva che elettrizza l\u2019ambiente con la sua durata e la sua determinazione. Permette una dimostrazione di forza che arriva a fermare i piani del governo turco a Istanbul. Persino a far cadere un regime, come abbiamo visto in Tunisia e in Egitto e ultimamente in Ucraina. Nessuno di questi processi \u00e8 terminato, n\u00e9 sono successi separati o disconnessi come pretende la ragione di Stato. Al contrario formano parte di una stessa ondata insurrezionale che si sta propagando per il pianeta, sono alcune delle pietre miliari che segnano un\u2019epoca. Per la precisione, l\u2019epoca che ci \u00e8 toccato vivere.<\/p>\n<p>Oggi, se si vuole installare un accampamento bisogna esser disposti a difenderlo. Non ci sono alternative. La sfida \u00e8 troppo grande e la situazione \u00e8 insostenibile. E il governo sa bene che l\u2019ondata di simpatia e appoggio che l\u2019accampamento risveglierebbe lo farebbe tremare come un gigante con i piedi di fango.<\/p>\n<p>Senza dubbio, sono precisamente gli esempi della Tunisia, dell\u2019Egitto e dell\u2019Ucraina a dimostrarci che non \u00e8 sufficiente accampare per ribaltare la situazione. Quando il gigante trema arrivano le forze organizzate. Per questo bisogna costituirsi in forza rivoluzionaria. Questo \u00e8 quello che non capiscono tutti coloro che invocano un \u201cprocesso costituente\u201d. Ovunque il processo costituente \u00e8 stato il primo strumento contro-rivoluzionario. L\u2019ordine, all\u2019emergere dell\u2019insurrezione, tenta sempre di chiuderla un\u2019altra volta costituendo all\u2019interno della popolazione un corpo politico (David Galula, \u201cContre-insurrection\u201d. Manuale dell\u2019Impero). Come si \u00e8 detto, non si tratta di aprire processi costituenti ma di costituirsi in forze capaci di destituire l\u2019ordine parassitario di questo mondo. Forze rivoluzionarie.<\/p>\n<p><strong>Efecto Gamonal.<\/strong><\/p>\n<p>Si pretende forse costruire un movimento \u201cdissociandosi\u201d da tante persone che lottano? Basta solo guardare il video e la divisione di opinioni in internet, dove sempre pi\u00f9 persone non vogliono \u201cdissociarsi\u201d dagli scontri. L\u2019ultima lotta che\u00a0 \u201cha vinto\u201d \u00e8 stata quella di Gamonal. Perch\u00e8 tentiamo di negare come ci sentiamo?<\/p>\n<p>Il video, le immagini, producono in noi un sentimento di approvazione, di rettitudine. La furia \u00e8 stata collettiva, ci siamo difesi quando ogni giorno ci stanno attaccando. C\u2019\u00e8 una verit\u00e0 sensibile in Gamonal e nel 22M, una verit\u00e0 che tutti sentiamo, perch\u00e9 ciascuna e ciascuno sappiamo nel nostro cuore e nella nostra pancia che ci stanno rubando la vita. Sappiamo che con l\u2019incremento dei mezzi tecnici negli ultimi 50 anni l\u2019incontrarci in una situazione del genere \u00e8 un\u2019autentica presa per il culo. Nel nostro cuore e nella nostra pancia sappiamo che ci stanno derubando e che a un certo punto bisogner\u00e0 fare i conti.<\/p>\n<p>L\u2019 \u201cefecto Gamonal\u201d \u00e8 questo sentimento di affermazione che ci inonda, che ci fa risuonare come una musica invisibile. Una verit\u00e0 lotta per fuoriuscire ed incontrarci, bisogna abbandonare il dogma della non-violenza e organizzarsi ovunque, dotarsi dei mezzi necessari per una lotta che sar\u00e0 dura. \u201cA sara dura!\u201d<\/p>\n<p><strong>\u201cSiam tutt* black block\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Anche in Italia c\u2019\u00e8 una lotta che \u00e8 fonte di ispirazione, faro e luogo d\u2019incontro, \u00e8 la lotta contro il treno ad alta velocit\u00e0, la lotta NO-TAV in Val di Susa. L\u00e0, dopo una delle battaglie campali durante l\u2019estate del 2011, il Coordinamento dei Comitati Locali dei paesi della Valle, nonni e nonne, bambine, madri, fecero una conferenza stampa il cui slogan era \u201cSiam tutti black block\u201d. Questo enunciato pone fine ai 10 anni di confusione e divisione iniziata da parte di Susan George in relazione agli scontri a Genova. Ci sono molti modi di difendersi e gli incappucciati sono chiunque, siamo noi, cos\u00ec come in qualsiasi casa della Valle, dietro la porta, appese insieme ai cappotti ci sono le maschere anti-gas della famiglia.<\/p>\n<p>In Francia la lotta della ZAD a Notre Dame des Landes, a fianco a Nantes, \u201ccontro l\u2019aeroporto e il suo mondo\u201d, ha praticato differenti tattiche all\u2019interno dello stesso movimento, ma a tutti risulta ben chiaro che senza alcune forme di resistenza non si sarebbe potuto bloccare il progetto dell\u2019aeroporto. La ZAD \u00e8 un\u2019area di svariati ettari dove da pi\u00f9 di un anno la polizia non pu\u00f2 entrare. Un mese fa a Nantes c\u2019\u00e8 stata una manifestazone di massa, pi\u00f9 di 60.000 persone appoggiando la lotta, manifestazione che si \u00e8 concluse con grossi scontri.<\/p>\n<p>Pensiamo altrimenti alla Germania, l\u2019ultimo successo di Amburgo o la rinnovata lotta contro i trasporti nucleari \u201cCastor\u201d dove nel 2011 si poteva vedere una composizione simile a quella della Valle, varie manifestazioni, trattori che bloccavano le camionette della polizia, incapucciati nei boschi che sabotavano le strade e lottavano contro la polizia, maschere anti-gas dietro le porte delle case delle famiglie. Oppure in Grecia, la lotta di un\u2019intera popolazione contro le miniere d\u2019oro a Calcidica e Kilikis. Ricordiamo el Alto boliviano, Gezi park a Istanbul, le lotte a Tahrir e nel bacino minerario della Tunisia, oppure come dopo un folle giugno in Brasile si alz\u00f2 un grido: \u201cIl black block \u00e8 mio amico\u201d, \u201cil black block \u00e8 mio studente\u201d.<\/p>\n<p>Gamonal ha sintonizzato il tono vibrante della nostra epoca. Il 22M dimostra che non pensiamo abbandonarlo.<\/p>\n<p><strong>Contro la confusione<\/strong><\/p>\n<p>Vogliamo che non ci si fraintenda. Nessuno sta qui argomentando per \u201cla violenza\u201d, nemmeno sono convinto se questo \u00e8 quello che vorrei dire. Il mondo che abitiamo si caratterizza per una violenza stutturale e brutale contro le vite e le condizioni di vita, ovunque, in tutto il mondo. Le stesse banche, le stesse organizzazioni internazionali, le stesse aziende appoggiate dagli stessi Stati democratici e capitalisti. Qui e ora ci sono molte cose che si posono fare semplicemente organizzandosi. La lotta ha molte dimensioni. Quello che penso \u00e8 che \u00e8 inadeguato negarsi delle forme di lotta. Forme di lotta che appartengono al bagaglio di tutte le nostre generazioni di vinti.<\/p>\n<p>Quello che penso \u00e8 che si stanno diffondendo forme offensive e di auto-difesa che si adeguano all\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019ambiente. Tatticamente parlando \u00e8 sempre nefasto attaccare direttamente e sul suo terreno un avversario pi\u00f9 forte e meglio preparato. Senza dubbio, ci sono modalit\u00e0 che non sono l\u2019 \u201cattacco frontale\u201d alla fortezza.<\/p>\n<p>Infatti, per interrompere l\u2019attuale ciclo catastrofico, sarebbe molto pi\u00f9 efficace in una giornata di furia disabilitare gli uffici dei burocrati pubblici e privati diffusi sui territori, cos\u00ec come i centri dei loro scagnozzi, piuttosto che andare a circondare un qualsiasi Parlamento teatrale o che mettersi alla prova con un corpo umano che ha perso le insigne del potere.<\/p>\n<p><em>Se avessimo dedicato tutti questi anni a construire una posizione autonoma consistente, diffusa ovunque, capace di sostenere i propri enunciati e di propagarsi materialmente con i propri mezzi invece di cercare di andare sempre troppo velocemente, capace di includere tutt*, un tutti e tutte\u00a0 composto da elementi separati, diffusi, \u201cio \u00e8\u201d atomizzati che sono asse e centro, perimetro e orizzonte delle proprie vite, allora, allora,\u2026 avremmo forse superato l\u2019impasse, saremmo usciti dal limbo \u2013 il mondo tra i vivi e i morti \u2013.<\/em><\/p>\n<p>Alcun* abbiamo gi\u00e0 iniziato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSaper innalzare una barricata non vuol dire molto se allo stesso tempo non si sa come vivere dietro di lei.\u201d<\/p>\n<p>Scritta sulle pareti di Bologna, nel marzo del 1977.<\/p>\n<p>(traduzione da al-khimiya &#8211; alkimia.info)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22M: EFECTO GAMONAL (o \u201cSiam tutt* black block\u201d) \u201cGovernano coloro che lasciarono i nostri nonni nelle fosse.\u201d Diego Cama\u00f1ero, del Sindacato Andaluso dei Lavoratori della Campagna \u201cIl confronto manicheista tra i partigiani della violenza o della non-violenza \u00e8 sterile, un ostacolo all\u2019elaborazione di nuovi discorsi, nuove narrazioni, nuove pratiche.\u201d Rolando D\u2019Alessandro, \u201cIl Dogma della non-violenza\u201d [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7625,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-773","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7625"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=773"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":774,"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/773\/revisions\/774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}