{"id":1499,"date":"2017-04-14T15:46:54","date_gmt":"2017-04-14T13:46:54","guid":{"rendered":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/?p=1499"},"modified":"2017-04-14T15:49:18","modified_gmt":"2017-04-14T13:49:18","slug":"qui-e-ora-numero-uno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/?p=1499","title":{"rendered":"qui e ora numero uno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1500 size-medium\" src=\"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/files\/2017\/04\/cropped-n1-fixed-300x180.jpg\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/fucina62.noblogs.org\/files\/2017\/04\/cropped-n1-fixed-300x180.jpg 300w, https:\/\/fucina62.noblogs.org\/files\/2017\/04\/cropped-n1-fixed-768x461.jpg 768w, https:\/\/fucina62.noblogs.org\/files\/2017\/04\/cropped-n1-fixed.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>E&#8217; uscito il numero ora di QUI E ORA&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/quieora.ink\">https:\/\/quieora.ink<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/quieora.ink\/?fref=ts\">https:\/\/www.facebook.com\/quieora.ink\/?fref=ts<\/a><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Forse la miglior cosa da fare \u00e8 partire da cosa <em>non \u00e8 <\/em>Qui e Ora.<\/p>\n<p>Qui e Ora non \u00e8 un \u00absito di movimento\u00bb, non \u00e8 la sede digitale di una organizzazione, non \u00e8 un sito che rappresenta le idee di un collettivo o di un insieme di collettivi; anche perch\u00e9 Qui e Ora non \u00e8 un collettivo.<\/p>\n<p>Qui e Ora ha l\u2019ambizione di essere un mezzo in pi\u00f9 tra quelli che possono assecondare un certo <em>stato<\/em> <em>di<\/em> <em>veggenza<\/em>. Come spesso ci accade nella rivolta di piazza o con un certo uso del linguaggio, come veggenza vi \u00e8 nell\u2019amore o nel disegnare sui muri della metropoli, come pu\u00f2 esserlo suonare con una band di amici o far vivere su di un palcoscenico, su di un foglio, su di un viso qualcosa di impossibile, di dimenticato, di fuori corso, di inaudito, di follemente vero o di malinconicamente gioioso, di un \u00abgi\u00e0 e non ancora\u00bb che preme per essere pienamente, per prendere forma, la sua giusta forma. Veggenza infatti, diceva Walter Benjamin, \u00e8 essere capaci di vedere ci\u00f2 che sta prendendo forma, anticipare solo di un po\u2019 quello che viene, a partire da ci\u00f2 che \u00e8, adesso, qui, a partire da ci\u00f2 che \u00e8 stato, da ci\u00f2 che \u00e8 e da ci\u00f2 che sar\u00e0 e che merita di essere redento o che, al contrario, merita di essere annientato. \u00c8 il modo di vedere stesso\u00a0 di quello che sta prendendo forma e quindi di quello che <em>noi<\/em> stiamo divenendo.<\/p>\n<p>Qui e Ora lo pensiamo perci\u00f2 come uno strumento che non ha un fine esteriore ma che \u00e8 \u00abfine a se stesso\u00bb, un mezzo con il quale approfondire e allargare la percezione del reale che, traversando e legandosi agli affetti, si disponga su di un piano sempre pi\u00f9 comune. La percezione pi\u00f9 l\u2019affetto crea quella veggenza che ci rende capaci di vedere il \u00abpaesaggio\u00bb tanto attraverso i fumi dei lacrimogeni quanto all\u2019interno di un\u2019amicizia pi\u00f9 forte di ogni muro, bucando la coltre di infrastrutture che ci separano dal mondo e cercando di sabotare gli schermi, anche questo sul quale scriviamo, che ci separano da noi stessi. Veggenza \u00e8 vedere la rivoluzione che viene.<\/p>\n<p>Le tre sezioni che compongono questa pagina \u2013 pensare, attaccare, costruire \u2013 sono da intendersi come parti di uno stesso piano, ciascuna con una propria modalit\u00e0, un suo stile d\u2019espressione ma che emanano da una stessa potenza. Una potenza rivoluzionaria che sia tale non pu\u00f2 fare a meno di nessuna di quelle tre dimensioni: ciascuna cresce dentro l\u2019altra, ognuna richiama l\u2019altra, e tuttavia una per una hanno il loro modo di essere, la loro autonomia, la loro singolare sensibilit\u00e0.\u00a0 Eppure crediamo che ogni volta il genuino gesto rivoluzionario contenga in s\u00e9, allo stesso tempo, tutte le dimensioni, tutte le possibilit\u00e0 che sfidano l\u2019impossibile.<\/p>\n<p>Non vogliamo fare <em>della politica<\/em>, cos\u00ec, ma costruire un discorso politico sull\u2019attualit\u00e0. Il che vuol dire: far avvenire le amicizie, le alleanze, gli incontri, i legami necessari contro il presente, la sua stupida crudelt\u00e0, il suo mortifero modo di valorizzazione. E questo si fa anche tramite la liberazione di un immaginario, che non \u00e8 qualcosa di astratto, non risiede in un altro tempo e in un altro luogo, differenti da dove e quando noi viviamo.<\/p>\n<p>Essere una passerella che fa comunicare dei mondi mantenuti isolati gli uni dagli altri: che i writers di strada comunichino con i contadini clandestini, che i militanti lo facciano con chi \u00e8 capace di esprimere qualcosa del divenire rivoluzionario attraverso la scrittura, il disegno, la filosofia, la musica, la fotografia, la poesia, la danza, il cinema\u2026 Costruire una forza rivoluzionaria, organizzarsi, vuol dire creare dei luoghi di condensazione dei saperi, delle passioni, dei desideri, della forza che gi\u00e0 esiste anche se dispersa ovunque, in ciascuno, in ognuna, anche al di fuori dell\u2019umano. E dargli forma, e dargli spazio, e dargli tempo.<\/p>\n<p>Destituiamo la politica, costruiamo mondi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/quieora.ink\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Cartomante-spaventata.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-481\" src=\"http:\/\/quieora.ink\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Cartomante-spaventata.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"480\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; uscito il numero ora di QUI E ORA&#8230; https:\/\/quieora.ink https:\/\/www.facebook.com\/quieora.ink\/?fref=ts Forse la miglior cosa da fare \u00e8 partire da cosa non \u00e8 Qui e Ora. 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